Le ragioni (dimenticate) delle vaccinazioni

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May 08, 2017
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Le ragioni (dimenticate) delle vaccinazioni

Presentazione a cura di Claudio Argentini, Virologo e ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità

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  1. Perché ci vacciniamo Claudio Argentini Unità Virus trasmessi da Artropodi,

    ISS Parte prima: gli agenti infettivi Parte seconda: le epidemie dimenticate Parte terza: la ricerca ed i vaccini
  2. Gli agenti infettivi • Virus, Batteri, Protozoi…. • Sono organismi

    che si riproducono utilizzando i sistemi biologici di altri organismi. • Hanno tutti la caratteristica di diffondersi velocemente (aria, acqua, sangue,) anche attraverso vettori (zanzare, pulci), a volte infettando animali domestici e non. • Specie i virus mutano velocemente e i sistemi immunitari degli ‘ospiti’ se non ‘preparati in anticipo’ non controllano le infezioni. Questa caratteristica li rende ‘adattabili’ all’ospite che infettano. • Virus e batteri, in particolare, quindi, non ‘spariscono’ e non si estinguono fino a che non si estingue l’ospite infettato (e anche in quel caso ‘tentano’ di trovare nuovi ospiti). • La vaccinazione ERADICA gli agenti infettivi proprio perché è ‘innaturale’. In altre parole il sistema immunitario ‘collettivo’ della popolazione vaccinata impedisce la diffusione dell’agente.
  3. Le epidemie causa(va)no una paura atavica: nella letteratura, Teresa Batista

    stanca di guerra….. Cieco, vuoti i buci degli occhi, le mani sgocciolanti di pus, tutto piaghe e fetore, il vaiolo sbarcò a Buquìm in un treno-merci della ferrovia….. Il tifo accompagnato dalla sua funebre famiglia di febbri tifoidee e di paratifi, la malaria, la lebbra millenaria ma sempre più giovane, la malattia del sonno, la febbre gialla, la dissenteria specializzata nel far fuori i bambini, la vecchia peste bubbonica ancora sulla breccia, la tisi, e diverse altre febbri nonché l’analfabetismo, padre e patriarca. Qui sulle sponde del Saò Francisco, nel sertaò di cinque stati, le epidemie hanno a disposizione dei potenti alleati, cioè i padroni della terra, i colonnelli, i commissari di polizia, i comandanti dei distaccamenti della Forza Pubblica, i capibandi, i mandatari, i politicanti, e finalmente il governo sovrano. Gli alleati del popolo, invece, si contano sulle dita….. J. Amado
  4. ….e nella vita quotidiana…. …..colpita da crudele morbo…. …nel dialetto…

    …..‘s’è fatto pja ‘i ‘nfantioli’.
  5. Un periodo storico mai vissuto in precedenza • L’aumento delle

    infezioni di meningite o morbillo sono preoccupanti. • Questa preoccupazione, però, sembra limitata al momento, al luogo e comunque sentita specialmente dagli esperti. • Eppure solo 40 anni fa….
  6. Fate presto • Ci furono tra i 12 ed i

    24 morti e circa 1000 infettati! • L’epidemia di colera ‘riaccese’ i ricordi delle epidemie ottocentesche. • I militari americani che vaccinano…. • Le richieste di vaccino furono ‘disperate’…..
  7. Una difficile convivenza. L’uomo e gli agenti infettivi. Tre esempi.

    Il vaiolo: un ecatombe eradicata! La Spagnola: dall’America grazie alla guerra. La poliomielite: non solo igiene.
  8. Il vaiolo: debellato per il vaccino! • Ultimi casi in

    Europa: – Juguslavia 1972 – Svezia 1963 – Eradicato 1977 • La peste Antonina: 5 MLN. • Continua a circolazione in Europa ed Asia. • Approda nelle Americhe: Mexico. 150 MILA morti in meno di 5 anni. • Nord America: MORTALITA’ dell’80- 90% tra i ‘pellerossa’.
  9. L’epidemia di spagnola del 1918 • Una epidemia ricostruita: –

    Texas e Mexico. Moria di maiali. – Infezioni durante il reclutamento dell’estate 1917. 1. New York : ospedale militare 2. Alaska – L’epidemia sbarca in Europa con l’arrivo dei militari
  10. Un ceppo mutante altamente aggressivo ASIA 15.757.363 EUROPA 2.163.303 AMERICA

    NORD E CENTRO 1.075.686 SUDAMERICA 327.250 AFRICA 39.471 • Alcune delle stime portano a 500 milioni di infettati e 50 milioni di morti. • Il virus colpiva direttamente i polmoni.
  11. La poliomielite. Dimenticata. • 1 infetto ogni 200 sviluppava una

    forma di paralisi! • La malattia era diffusa e seppur direttamente correlata con l’igiene e le condizioni di vita colpiva tutte le classi sociali. • Il vaccino ha permesso di eradicare il virus nella maggioranza dei paesi ma….
  12. L’ortopedico Luigi Spolverini… …….o il vaccino

  13. Infezioni e bambini • I bambini vengono sottoposti naturalmente ad

    uno stress immunitario incredibile: – In età pre-scolare tra i 70 e i 120 agenti infettivi (per la maggior parte virus) entrano in contatto con i bambini. – La scolarizzazione (specie i nidi) mettono i bambini nelle condizioni per essere infettati e per essere base dell’infezione di altri bambini. La situazione è comunque naturale e legata alla stessa società umana. Ma non è equivalente alla vaccinazione, perché gli agenti ‘vivi’ NON si ‘attenuano’ ma hanno come sola ragione di vita la riproduzione!
  14. E la replicazione provoca o predispone l’infettato alla malattia…. …..

    E se la patologia indotta o correlata all’infezione (e alle coinfezioni) è aggressiva……. La vaccinazione previene l’infezione perché ‘prepara’ il sistema immunitario attraverso l’induzione di una ‘memoria’. Al contatto con un agente ‘conosciuto’ dal sistema immunitario, questo reagisce almeno LIMITANDO gli effetti dell’infezione. La vaccinazione ‘protegge’ anche chi ci sta intorno!
  15. ‘Costruire’ vaccini • La ricerca sui vaccini è basata sulla

    conoscenza dell’agente virale e del suo ciclo biologico. • Obiettivo è ottenere la risposta immunitaria in grado di proteggere ‘prima dell’infezione’, senza provocare effetti secondari (nella consapevolezza che il sistema immunitario ‘deve’ vedere il vaccino!) • Il vaccino è tutto o parte dell’organismo infettivo. • In caso di infezione, il sistema immunitario è ‘preparato’ e reagisce rapidamente, impedendo l’infezione e ‘salvando’ il vaccinato dalle conseguenze dell’infezione.
  16. Aiutare il vaccino • Per ‘aiutare’ il vaccino ed aumentare

    la ‘risposta’ immunitario si usano gli ‘adiuvanti’, • Gli adiuvanti sono molecole che ‘genericamente’ attivano il sistema immunitario. • L’attivazione ‘facilita’ ed amplifica la risposta al vaccino. • Più un adiuvante funziona più il vaccinato è protetto (copertura completa).
  17. La ricerca ha cambiato gli adiuvanti ed i vaccini •

    Il primo vaccino (il nome deriva dalle mucche da cui Jenner nel 1700 prelevava il pus infettivo del vaiolo vaccino –dei bovini- per ‘vaccinare’ gli uomini) era di fatto un virus vivo. • La ricerca ha portato all’utilizzo della biologia molecolare, quindi, alla ‘scomposizione’ dell’organismo infettivo. • Oggi si usano prevalentemente vaccini ricombinanti. • Gli adiuvanti basati sui metalli (ad esempio alcuni derivati del mercurio o dell’alluminio) sono stati sostituiti da molecole di origine naturale, conosciuti per l’elevata risposta che inducono.
  18. La sicurezza dei vaccini • I vaccini vengono testati lungamente.

    – Nella fase di approvazione si testa sia la tossicità che l’efficacia. • Il controllo prevede la verifica che la totalità del vaccini non abbia effetti secondari. • Anche i singoli componenti vengono testati. • Il controllo continua dalla fase iniziale anche nella ‘post commercializzazione’ attraverso le ‘segnalazioni’ da parte dei centri vaccinali e del SSN.
  19. Un tema importante • A seguito della vaccinazione di un

    individuo non sappiamo che tipo di reazione si sarebbe sviluppata in quel soggetto in caso di infezione. • Per esempio alcuni ‘effetti’ secondari potrebbero ‘mimare’ l’infezione e la reazione immunitaria (che specie per le infezioni virali è parte dei sintomi). Quindi, potrebbero avvenire anche in caso di infezione! Si pensi ai fenomeni di autoimmunità. • La ‘sensibilità’ ad un vaccino, quindi, potrebbe essere ‘dipendente’ proprio dall’antigene, ossia dal componente stesso.
  20. Le fandonie • La ricerca deve essere ‘ripetibile’, ossia confermata,

    e basata su dati statisticamente significativi. • I dati della ricerca debbono essere validati da altri ricercatori esperti della materia. • Le fonti ‘anti-vaccino’ non presentano mai una ‘casistica’ di molti casi ma, come la trasmissione report, si limitano a generiche affermazioni.
  21. Il caso Wakefield • Nel 1998 pubblica un articolo che

    associava la vaccinazione a Morbillo, Rosolia e Parotite con l’autismo (Lancet, Febbraio). • L’articolo fu ritirato nel 2010. • Il genitore ‘11’ perché si accorse che la vaccinazione dichiarata non coincideva con quella usata nell’articolo. • Anche i dati del caso ‘2’ non concidevano. • Tutti i casi avevano discusso prima con Wakefield della supposta associazione. • Solo il caso 2 era diagnisticabile come ‘autismo regressivo’, gli altri non coincidevano. • Quasi tutti i 12 bambini avevano problemi prima della vaccinazione, per 5 i problemi . • 3 bambini non sono nemmeno autistici! I dati dell’articolo sono quindi falsi e altrettanto false sono le conclusioni!
  22. Vaccini futuri • Il cambiamento climatico porta nuove infezioni, ‘emergenti’.

    • Le migrazioni e la globalizzazione (anche l’accentuato commercio internazionale) importano ‘nuove e vecchie’ infezioni. • Il cambiamento degli stili di vita ci espongono a nuove modalità di diffusione (per esempio i condizionatori d’aria, i mezzi pubblici etcetc). • La riduzione dello spazio naturale mette l’uomo in contatto con agenti prima ‘nascosti’ in natura.
  23. Mai sospendere la ricerca • I vaccini possono e debbono

    sempre essere migliorati e monitorati • Anche la somministrazione (singola o multipla) deve essere sempre verificata. • Il grado di protezione, eventuali epidemie post- vaccinali vanno studiate! Si pensi ai mutanti vaccinali, come esempio. • Per questo è importante l’esistenza di organi ‘terzi’ che siano indipendenti dai decisori e finanziati dalla collettività e non dal privato.